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carote in agrodloce della Tuscia
La Tuscia aveva le sue carote o pastinache, il loro colore era bianco, ciò lo confermano molti testimoni che le hanno viste e mangiate. Oggi nella zona sono scomparse (circa dal 1970) ma le ricerche sono in corso e forse, essendo piante selvatiche, potrebbero essere sopravvissute in altre zone.
Nella Tuscia venivano chiamate "pastinache" e con esse veniva preparata una ricetta, simile ad una mostarda,di origine plurisecolare da mamme viterbesi. L'ultimo produttore delle "pastinache",signor Zolla,consegnò gli ultimi semi ad un frate di Vitorchiano pregandolo di non far morire questa specie, purtroppo ciò non è avvenuto, per cui le" pastinache", in zona, sono scomparse. Queste informazioni mi sono state fornite dal figlio del signor Zolla che ha vissuto in casa la produzione delle" pastinache" e la realizzazione delle "carote in agrodolce". La ricetta originale venne ritrovata nel 1827 dal prof. Attilio Carosi come rilevato presso la biblioteca degli Ardenti e si presuppone che le sue origini risalgano alla fine del medioevo. Con la scomparsa delle carote o pastinache la tradizione di questa ricetta è andata scemando, fino a quando il dott. Italo Arieti,grande ricercatore gastronomico locale, l'ha riportata all'attenzione degli amanti della buona e genuina cucina viterbese. Io ho cercato di adeguare il gusto agrodolce originale,al gusto dei palati di oggi,operando su una miscelazione diversa per quantità dei singoli componenti, non alterando la struttura di base (le carote sono gialle). Il risultato finale di questa ricetta si avvicina ad una "mostarda" che si accompagna benissimo con: carni bollite - arrosti, come lo stinco di maiale - formaggi, come il pecorino fresco, testina di maiale, detta "coppa" prodotto tipico della Tuscia - "salame cotto", prodotto tipico della Tuscia, bruschette, possibilmente con olio della Tuscia.
Lo scrittore gastronomo Leone Gessi circa 60 anni orsono, chiedeva ai viterbesi quale fosse la specialità della loro città; la risposta era sempre la stessa "le carote (o pastinache) in agrodolce".
Ada Boni nel suo ricettario "Talismano della felicità" cita le carote in agrodolce e ne propone la ricetta.
Nel corso dei secoli molti personaggi tra cui: Giuseppe Garibaldi, Casa Savoia, Benito Mussolini etc., hanno degustato questa ricetta.

BUON APPETITO !
Prodotto dallo Chef :



Pasquini Francesco
Cell. 3701083483
web: www.caroteinagrodolcedellatuscia.it
www.kyathos.it
e.mail: info@caroteinagrodolcedellatuscia.it
e.mail: info@kyathos.it 


 
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